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October 22 winnie the pooh┴┬┴┬/ ̄\_/ ̄\ _
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October 16 F.D.N.YI Vigili del Fuoco di New York: il Fire Department
Erano già chiamati "The Bravest", ma dopo l'11 settembre 2001 i pompieri di New York agli occhi di tutto il mondo sono diventati dei veri eroi. L'uniforme del firefighter L'elmo è uno dei simboli dei pompieri di New York. Ogni pompiere porta sull'elmo una lampada e un cuneo di legno, che serve a bloccare le porte in posizione aperta, e a volte anche altri accessori: sono tutti tenuti fermi al loro posto da una larga fascia elastica. Il sottogola è spesso inutilizzato: pare che i pompieri non lo sopportino! Gli occhialoni di protezione sono solo decorativi: sono pochi i pompieri che se ne servono. La placca sull'elmo è una vera carta d'identità. Le cifre sono scritte in bianco: la prima è quella della caserma di appartenenza del pompiere, la seconda è quella identificativa dell'operatore. Il colore dello sfondo, invece, serve ad identificare il tipo di mezzo su cui lavora il firefighter: rosso indica un'autoscala, nero un'autopompa, verde un battello pompa, giallo una squad (squadra speciale) e blu un carro attrezzi. Il giaccone è realizzato in materiale tessile speciale (Nomex®), il cui colore passa dal nero al marrone se l'operatore è esposto a una temperatura eccessiva. In questo caso l'uniforme è immediatamente sostituita e l'operatore ha diritto a una visita medica completa. Le fasce fluororifrangenti giallo e argento servono a rendere visibile il pompiere in tutte le circostanze. Il giubbetto è dotato di una serie di attacchi in metallo a chiusura rapida. Sotto la scritta NYFD (Fire Department of New York) vengono a volte scritti i nomi e i gradi degli ufficiali. Gli altri pompieri possono inserire il nome sulla patta del giubbetto. Anche i sovrapantaloni sono realizzati in Nomex®. Sono senz'altro l'accessorio più caratteristico della divisa dei pompieri americani. Da qui hanno attraversato l'Atlantico per approdare anche nelle caserme europee con una forma un po' diversa. Gli stivali sono in caucciù, e possono resistere alle fiamme e agli agenti chimici. 11 settembre 2001: i "bravest" di New York in azione Mancano pochi minuti alle 9 quando l'allarme suona contemporaneamente in molte caserme del NYFD. Ai centralini arrivano messaggi da tutte le direzioni; i Vigili del Fuoco sono tesi: qualcosa di molto grave è accaduto. Qualcuno parla di un aereo, qualcun altro cita le torri del World Trade Center. I pompieri in servizio si precipitano lungo le scale, mentre quelli che hanno appena smontato e che stanno per lasciare la caserma tornano indietro di corsa, afferrano la tenuta da intervento e la indossano direttamente sopra gli abiti civili. I camion partono a tutta velocità con a bordo una decina di pompieri mentre di norma ne portano solo cinque o sei. Niente si fa come al solito. Il motivo della partenza si diffonde come un'onda di marea in tutte le caserme: codice 1076. Significa che c'è un incendio in un grattacielo. E poi si apprendono i dettagli: un aereo ha appena colpito la Torre Nord del WTC...
Niente lasciava presagire che nel giro di pochi minuti il mondo intero sarebbe precipitato in una nuova era, che New York sarebbe diventata l'epicentro di un evento sconvolgente che avrebbe lasciato col fiato sospeso il mondo intero, e che i pompieri della città sarebbero diventati degli eroi per tutti gli Stati Uniti.
Mai nella storia del NYFD la lista dei morti in azione è stata così lunga come quella stilata all'indomani dell'11 settembre 2001. Prima di quella data, in oltre due secoli di vita, questo corpo aveva avuto in tutto 783 perdite. Nel giro di pochi minuti ha avuto quasi tanti morti in servizio quanti ne aveva avuti in un intero secolo: alla fine il tragico conteggio, infatti, i caduti erano 343 (il capo del corpo, il cappellano, 14 capi battaglione, 17 capitani, 46 tenenti, 264 firefighters). Nel momento culminante dell'intervento sono stati impiegati più di 200 mezzi e 1000 pompieri. Oltre 90 veicoli sono andati distrutti. Breve storia del Fire Department of New York Il Fire Department of the City of New York fu istituito su base volontaria nel 1737, rispondendo così all'esponenziale aumento demografico della città. Al termine della Guerra Civile il Dipartimento dei Vigili del Fuoco volontari fu rimpiazzato da un Dipartimento metropolitano con personale regolarmente assunto e stipendiato. L'introduzione della macchina a vapore implicò la fine del sistema dei volontari per il Dipartimento, dal momento che non occorrevano più tanti uomini per pompare l'acqua, e i cavalli risolsero il problema del trasporto delle macchine a mano. Inizialmente il servizio fu retribuito solo in alcune zone di New York (tra cui Manhattan). I volontari continuarono comunque il loro lavoro, in attesa di essere sostituiti. In ogni caso, avrebbero avuto agevolazioni nei concorsi per i Vigili del Fuoco che sarebbero stati assunti ufficialmente. Nel 1866 il Dipartimento fu riorganizzato sotto la guida del Generale Alexander Schaler: la disciplina militare aumentò l'efficienza e sviluppò tutto il potenziale del Dipartimento; inoltre si ridussero gli incidenti e le perdite tra i Vigili del Fuoco. Quando il Bronx (che allora era chiamato Westchester County) fu annesso alla città nel 1874 le unità formate dai volontari furono rimpiazzate gradualmente da compagnie retribuite, finché gli ultimi volontari furono dimessi nel 1928. Come per il Bronx, anche per il Queens e Richmond venne il momento di sostituire le unità di volontari con personale retribuito. Nel Queens questo avvenne a partire dal 1887 fino al 1929. Richmond divenne parte della città nel 1898. Non ci furono variazioni nel corpo dei volontari fino al 1905, quando il primo gruppo di volontari fu sostituito da personale retribuito. Altri gruppi di volontari furono rimpiazzati nel 1915, nel 1928, nel 1932 e nel 1937. Rimasero solo due compagnie volontarie, che oggi sono le ultime compagnie volontarie attive a New York. Nel 1898 tutte le unità dei Vigili del Fuoco, divise in varie sezioni, furono portate sotto il comando unificato del Fire Department. Molti cambiamenti furono apportati a svariati aspetti del lavoro: si installarono sistemi ad alta pressione, ci fu un incremento della motorizzazione delle unità, furono create unità navali, si perfezionarono gli apparati per le comunicazioni radio e le condizioni di lavoro subirono miglioramenti. Oggi il NYFD protegge più di 8 milioni di residenti in un'area di 320 miglia quadrate. La forza del NYFD consiste in più di 11.400 Vigili del Fuoco; inoltre fanno parte del Dipartimento 2.800 uomini assegnati all'Ufficio per i Servizi Medici d'Emergenza (EMS), e 1.200 impiegati civili. L'origine del simbolo del NYFD: la Croce Maltese Durante le Crociate in Terra Santa, i Cavalieri di San Giovanni affrontarono una temibile arma dei Saraceni: il fuoco. I Cavalieri furono investiti da un liquido altamente infiammabile, e poi bruciati vivi a centinaia dai Saraceni. Molti Cavalieri rischiarono la propria vita per salvare i compagni. Questi uomini divennero i primi vigili del fuoco della storia. I loro sforzi furono premiati con una croce, simbolo del loro eroismo. Dal momento che i Cavalieri di San Giovanni vissero quasi quattro secoli sull'isola di Malta, la croce iniziò ad essere conosciuta come Croce di Malta. La Croce di Malta è il simbolo di protezione per i Vigili del Fuoco; i pompieri che indossano questa croce sono pronti a sacrificarsi per salvare gli altri, proprio come i loro predecessori sacrificarono la vita per i loro compagni. October 15 alcuni articoli sul reclutamento dei vf volotariDECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 Febbraio 2004, n.76 Regolamento recante norme sul reclutamento, avanzamento ed impiego del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
CAPO I – Disposizioni generali
Articolo 1
Personale volontario. 1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano al personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 2. Il personale volontario del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco è costituito da: a) Vigili volontari iscritti a domanda negli elenchi dei comandi provinciali, ai sensi dell’articolo 13 della legge 8 dicembre 1970, n. 996; b) ex vigili volontari ausiliari di leva iscritti d’ufficio negli elenchi dei comandi provinciali ai sensi dell’articolo 12 della legge 8 dicembre 1970, n. 996. 3. Il personale volontario non è vincolato da rapporto di impiego con l’amministrazione ed è chiamato a svolgere temporaneamente i propri compiti ogni qualvolta se ne manifesti il bisogno, in conformità a quanto disposto dagli articoli 14 e 70 della legge 13 maggio 1961, n. 469. Articolo 2 Elenco del personale volontario In ogni comando provinciale è istituito un unico elenco del personale volontario per le esigenze delle strutture del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Articolo 3 Qualifiche 1. Le qualifiche del personale volontario sono le seguenti: a) funzionario tecnico antincendi volontario; b) capo reparto volontario; c) capo squadra volontario; d) vigile volontario. Articolo 9 Corsi di formazione del personale volontario 1. I funzionari tecnici antincendi volontari, prima del tirocinio di cui all’art. 5 comma 3, e i vigili volontari a domanda, prima di essere impiegati nel servizio di istituto, devono partecipare al corso di formazione iniziale a carattere teoricopratico, secondo le modalità e i programmi stabiliti dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile del Ministero dell’Interno. E’ facolta’ dell’interessato chiedere l’ammissione alla frequenza di un nuovo corso nel caso di esito negativo del primo. Un ulteriore esito negativo determina la cancellazione dall’elenco del personale volontario degli aspiranti funzionari tecnico antincendi volontari che all’atto
6 della domanda non erano ancora iscritti nell’elenco di cui all’articolo 2 con diversa qualifica. 2. Il personale volontario può essere chiamato a partecipare agli altri corsi di formazione promossi dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco per un periodo massimo di trenta giorni l’anno. 3. Il personale volontario chiamato a partecipare a corsi di formazione presso i comandi provinciali di appartenenza, per un periodo di impiego giornaliero superiore alle otto ore, ha diritto ad usufruire della mensa di servizio. 4. Ai fini di cui agli articoli 70, terzo comma, 71 e 74, della legge 13 maggio 1961, n. 469, e successive modificazioni, i periodi di frequenza ai corsi di formazione - con l’eccezione del corso di cui al comma 1- sono considerati richiami in servizio temporaneo. Articolo 10 Corsi periodici di addestramento del personale volontario. 1. Il personale volontario richiamato in servizio e’ tenuto all’addestramento periodico, secondo le modalità stabilite dal comando provinciale di appartenenza, con cadenza mensile di almeno cinque ore, frazionabili, se necessario, in due periodi. Il personale che presta servizio presso un distaccamento volontario svolge l’addestramento presso il distaccamento di appartenenza e sotto la diretta responsabilità del capo distaccamento. Per il restante personale volontario l’impiego per l’addestramento deve essere svolto sotto la diretta responsabilità del Comandante.
REQUISITI PSICO-FISICI E ATTITUDINALI PER L’ACCESSO NEI QUADRI DEL
PERSONALE VOLONTARIO DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO 17 I requisiti psico-fisici e attitudinali di cui devono essere in possesso i soggetti per l’accesso nei quadri del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco sono i seguenti: a) sana e robusta costituzione fisica e piena integrità psichica; b) statura non inferiore a metri 1,62; c) peso corporeo contenuto nei limiti previsti dalla seguente formula: I.M.C. = p/(h x h) I.M.C. = indice di massa corporea p = peso corporeo (espresso in chilogrammi) h = altezza (espressa in metri) indice di massa corporea (I.M.C.) non superiore a 30 come valore per il peso corporeo massimo, non inferiore a 20 come valore per il peso corporeo minimo per gli uomini e non inferiore a 18 per le donne; d) normalità del senso cromatico, determinato mediante corretta visione dei colori fondamentali (test delle matassine di lana colorate); e) normalità del campo visivo e della motilità oculare; f) acutezza visiva: per il profilo di vigile del fuoco volontario, visus naturale uguale o superiore a complessivi 14/10 e non inferiore a 6/10 nell’occhio che vede meno, non è ammessa la correzione con lenti; per il profilo da. funzionario tecnico antincendi volontario, visus naturale uguale o superiore a complessivi 14/10 e non inferiore a 6/10 nell’occhio che vede meno è ammessa la correzione con lenti di qualsiasi valore diottrico, purché la differenza tra le due lenti non sia superiore a tre diottrie; g) percezione della voce di conversazione a sei metri da ciascun orecchio, con esclusione di uso di protesi acustica; h) apparato dentario tale da assicurare la funzione masticatoria: a tal fine viene considerata sufficiente la masticazione quando siano presenti o due coppie di molari o tre coppie tra molari e premolari, purchè in ingranaggio in occlusione, comunque il totale dei denti mancanti o sostituiti da protesi fissa non può essere superiore a sedici elementi; Costituiscono altresì cause di non idoneità per l’ammissione nei quadri del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco le seguenti imperfezioni e infermità: i) la TBC polmonare ed extrapolmonare, la sifilide con manifestazioni contagiose in atto, il morbo di Hansen, le malattie infettive e/o contagiose anche ad andamento cronico o in fase clinica silente; j) le gravi allergopatie anche in fase asintomatica; k) l’alcolismo, le tossicomanie, le intossicazioni croniche di origine esogena; l) le alterazioni congenite ed acquisite, croniche della cute e degli annessi ed i loro esiti, estese o gravi o che, per sede, determinino rilevanti alterazioni funzionali; m) la presenza di trapianti di organi o di parte di organi; n) la presenza di innesti e/o di mezzi di sintesi eterologhi a livello dei vari organi e/o apparati. La sola presenza di osteosintesi non costituisce di per sé causa di inidoneità; o) le infermità ed imperfezioni degli organi del capo e/o i loro esiti di lesioni delle palpebre e dell’apparato lacrimale, quando siano causa di rilevanti disturbi funzionali; i disturbi della motilità del globo oculare, quando siano causa di diplopia o di difetti del campo visivo, anche monoculari, o qualora producano alterazioni della visione binoculare; le retinopatie; i postumi degli interventi chirurgici interessanti il segmento anteriore e posteriore dell’occhio; gli esiti dei pregressi interventi per la correzione dei vizi di rifrazione oculare di qualsiasi tipo, trascorso, ove occorra, il periodo di
18 stabilizzazione della funzione visiva, escluso l'impianto di anelli intracorneali sintetici; le stenosi e le poliposi nasali, quando siano causa di ostruzioni ventilatorie significative e sostenute da una condizione disreattiva allergica; le malformazioni e le malattie della bocca; le gravi malocclusioni dentarie con alterazione della funzione masticatoria; le disfonie e le gravi balbuzie; le tonsilliti croniche con presenza di streptococco Bemolitico gruppo A; l’ipertrofia tonsillare di grado notevole con gravi alterazioni funzionali; 1’otite media cronica colesteatomatosa, l'iperplastica granulomatosa o con segni di carie ossea, l’otite purulenta semplice secernente; l’otite cronica iperplastica polipoide; gli esiti di ossiculoplastica e di terapia chirurgica dell’otosclerosi; i processi flogistici cronici in esito ad interventi chirurgici sull’orecchio medio; le infermità o i disturbi funzionali cocleo-vestibolari o gli esiti funzionalmente apprezzabili; gli esiti di interventi chirurgici sull’orecchio interno; p) le infermità e imperfezioni del collo e dei relativi organi ed apparati qualora producano rilevanti alterazioni strutturali o funzionali; l’ipertrofia tiroidea con distiroidismo di rilevanza clinica; q) i dismorfismi congeniti ed acquisiti della gabbia toracica con alterazioni funzionali respiratorie; r) le infermità dei bronchi e dei polmoni: le malattie croniche dei bronchi e dei polmoni; l’asma bronchiale; cisti e tumori polmonari; i segni radiologici di malattia tubercolare dell’apparato pleuropolmonare in atto o pregressa e i loro esiti qualora siano causa di rilevanti alterazioni funzionali; le infermità mediastiniche e le anomalie di posizione di organi, vasi o visceri con spostamenti mediastinici; s) le infermità ed imperfezioni dell’apparato cardio-circolatorio: la destrocardia; le cardiopatie congenite ed i loro esiti; malattie dell’endocardio, del miocardio, dell’apparato valvolare, del pericardio, dei grossi vasi e i loro esiti; i gravi disturbi funzionali cardiaci; la bradicardia sinusale con frequenza cardiaca inferiore a 40/min.; blocco atrioventricolare di I grado che non regredisce con lo sforzo fisico adeguato; blocco atrioventricolare di Il e III grado; sindrome di Wolf Parkinson White; blocco di branca destra completo; blocco di branca sinistra; ritarda di attivazione intraventricolare anteriore sinistro a QRS stretta associata a ritardo di attivazione intraventricolare destro, stabili; la conduzione A-V accelerata, espressione di anomalie del sistema specifico di conduzione; extrasistolia ventricolare frequente ovvero di natura non funzionale; sindrome ipercinetica cardiaca; tachicardia sapraventricolare; tachiaritmie sopraventricolari; presenza di segnapassi artificiale; l’ipertensione arteriosa persistente che presenti valori dalla pressione sistolica superiore a 15O mm Hg e della pressione diastolica superiare a 90 mm Hg, anche se di tipo essenziale e/o senza interessamento di organi o apparati, che risulti confermata possibilmente mediante monitoraggio pressorio dinamico delle 24 h; le arteriopatie; gli aneurismi; le fistole arterovenose; le ectasie venose estese con incontinenza valvolare; le flebiti e le altre patologie del circolo venoso ed i loro esiti con rilevanti disturbi trofici e funzionali; le emerroidi croniche, voluminose e molteplici; n) le infermità ed imperfezioni dell’addome: anomalie della posizione dei visceri; le malaitie degli organi addominali, o i loro esiti, che determinano apprezzabile ripercussione sullo stato generale nonché rilevanti disturbi funzionali; le ernie viscerali; il laparocele; o) le infermità e le imperfezioni dell’apparato osteoarticolare e muscolare: tutte le alterazioni dello scheletro, consecutive a fatti congeniti, rachitismo, malattie o traumi, ostacolanti la funzionalità organica; le malattie ossee o cartilaginee in atto, determinanti limitazioni della funzionalità articolare; le malattie dei muscoli, delle strutture capsulo-legamentose, tendinee, aponeurotiche e delle borse sinoviali, tali da ostacolare o limitare la funzione articolare;
19 p) le infermità e le imperfezioni dell’apparato neuropsichico: malattie del sistema nervoso centrale o periferico o autonomo e i loro esiti che siano causa di rilevanti alterazioni funzionali; le infermità psichiche invalidanti: psicosi in atto o pregresse, psico-nevrosi in atto anche se in trattamento, disturbi di personalità; tutte le sindromi epilettiche, anche pregresse; q) le patologie e i loro esiti della ghiandola mammaria che siano causa di rilevanti disturbi funzionali; r) le infermità e le imperfezioni dell’apparato urogenitale: malattie renali in atto o croniche, che necessitino o no di dialisi; l’idrocele molto voluminoso e sotto tensione; il varicocele di III grado con deformazione evidente dello scroto; la cisti endoscrotale molto voluminosa e sotto tensione; le malattie in atto, infiammatorie e non, dell’apparato genitale femminile che sono di significativo rilievo clinico e causa di rilevanti alterazioni funzionali; l’incontinenza urinaria; la pregressa nefrectomia; s) le infermità del sangue, degli organi emopoietici di apprezzabile entità, comprese quelle congenite; le sindromi da immunodeficienza, anche in fase asintomatica; deficit anche parziale di G6PDH; t) i difetti del metabolismo glicidico, lipidico e protidico di significativo rilievo clinico. Nella valutazione del diabete mellito si terrà conto orientativamente del tipo di diabete, stato di sindrome, fase clinica, schema terapeutico attuato e dei valori di laboratorio comunemente determinati in chimica clinica; le sindromi dipendenti da alterata funzione delle ghiandole endocrine; u) i tumori, anche benigni, quando per sede, volume, estensione a numero producano rilevanti alterazioni strutturali o funzionali di organi od apparati; v) la presenza nelle urine o in altri liquidi biologici di una o più sostanze, o loro metaboliti, previste dall’art. 14 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, recante il testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza e successive integrazioni; w) le micosi e le parassitosi clinicamente rilevabili, che siano cause di importanti lesioni organiche o di notevoli disturbi funzionali; x) le infermità e le imperfezioni non specificate nel presente elenco ma che rendano il soggetto palesemente non idoneo a prestare servizio valontario nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Art. 3 1. Il personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco deve possedere inoltre una personalità sicura con sufficiente stabilità del tono dell’umore e dell’autocontrollo in rapporto alle mansioni e alle funzioni previste dalle esigenze operative, eventualmente da accertare mediante colloquio clinico, avvalendosi anche dell’ausilio di appositi test psicodiagnostici.
20 TABELLA II
prevista dagli articoli 12, comma 3; 13, comma 3; 14, comma 3; 15, comma 3 Materie di esame per il conferimento della qualifica di capo reparto volontario L’esame di fine corso per il conferimento dei posti di capo reparto volontario verte sui seguenti argomenti: - il Corpo Nazionale VV.FF.; - codice di comportamento dei dipendenti delle PP.AA.; - adempimenti amministrativi; - struttura del rapporto di lavoro; - miglioramento della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro (legge n. 626/1994); - attrezzature di protezione individuale; - costruzioni e dissesti statici; - sostanze pericolose; - strategia e tattica di intervento; - polizia giudiziaria; - la protezione civile; - la pianificazione dell’emergenza; - le calamita’ naturali; - il rischio industriale; - la cartografia. Materie di esame per il conferimento della qualifica di capo squadra volontario L’esame di fine corso per il conferimento dei posti di capo squadra volontario verte sui seguenti argomenti: - il Corpo Nazionale VV.FF.; - codice di comportamento dei dipendenti delle PP.AA.; - adempimenti amministrativi; - la protezione civile; - miglioramento della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro (legge n. 626/1994); - attrezzature di protezione individuale; - costruzioni e dissesti statici; - sostanze pericolose; - strategia e tattica di intervento; - polizia giudiziaria; - impianti tecnologici.
21 requisiti x i vf volontariCome si diventa Vigili del Fuoco Volontari
I cittadini che intendono arruolarsi nei quadri volontari del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco devono inoltrare la domanda presso il Comando provinciale di residenza, o presso il Comando dei Vigili del Fuoco della provincia limitrofa, nel caso si desideri essere impiegati presso quest'ultima provincia, con i seguenti requisiti:
È incompatibile con la posizione di Vigile Volontario a domanda:
concorso x vigili del fuoco peramnentiModalità di svolgimento per l'accesso al ruolo dei vigili del fuoco: decreto del Ministro del 18 settembre 2008A seguito della emanazione del decreto sarà pubblicato presumibilmente entro il corrente anno, sulla Gazzetta Ufficiale e sul sito, il bando di concorso a 814 posti di vigile del fuoco, già autorizzato con D.P.C.M. del 16/1/2007.MONUMENTO AI VFMONUMENTO AI VIGILI DEL FUOCO, COSTITUITO COMITATO
CHIESTO L’ALTO PATRONATO AL PRESIDENTE NAPOLITANO Si è costituito nei giorni scorsi il Comitato Santa Barbara per la realizzazione del monumento in onore dei Vigili del fuoco. Presieduto dal generale Bruno Loi, il Comitato è sostenuto da Provincia e Comune di Modena, Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e Lions club Modena Estense e ha già avanzato la richiesta per ottenere l’Alto patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’adesione al Comitato d’onore da parte, tra gli altri, dei presidenti di Camera e Senato. L’opera, che sarà eseguita dall’artista Mauro Vincenzi, vigile del fuoco da 25 anni, verrà collocata nei pressi della Caserma dei Vigili del Fuoco in un’area messa a disposizione dal Comune. Alta cinque metri e realizzata in bronzo con la tecnica della cera persa, l’opera peserà due tonnellate e mezzo e poggerà su di un basamento in cemento di due metri. Il soggetto rappresenta Santa Barbara, patrona del Corpo, al centro di un’azione drammatica con quattro scene di salvataggi e interventi di soccorso che si sviluppano in verticale. «Il monumento – spiegano i componenti del Comitato – rappresenta un segno tangibile di gratitudine da parte di tutta la comunità modenese alla preziosa e generosa azione dei Vigili del Fuoco. Sarà finanziata da contributi ed elargizioni a livello locale (per un costo complessivo di circa 260 mila euro) e si tratta del primo caso nel nostro Paese di un monumento dedicato all’opera generosa dei Vigili, anche quale attestato di riconoscenza da parte di una comunità intera». Mauro Vincenzi, 51 anni, originario di Ravarino, presta servizio al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Modena e da trent’anni affianca a questa attività la passione artistica per la scultura che lo ha portato a realizzare diverse opere monumentali a carattere celebrativo, religioso e funerario in Italia e all’estero. «Completato il bozzetto in terracotta – racconta – ora serve circa un anno di tempo di lavoro sulla scultura vera e propria, capannone e impalcatura sono già pronti, e circa sei mesi per la fusione». La possibile data dell’inaugurazione è fissata nel 4 dicembre del 2008 per la ricorrenza di Santa Barbara. TRATTE DAL SITO VITTIME DELLA STRADA.ORGPOESIE DEDICATE A TUTTI QUEI RAGAZZI CHE, COME IL MIO ANGELO GABRIELE, SONO VOLATI IN CIELO TROPPO PRESTO PER COLPA DI INCIDENTI STRADALI.... QUESTE POESIE SONO PRESE DAL SITO www.vittimedellastrada.org. PER NON DIMENTICARE SOFFERMIAMOCI UN MINUTO, LEGGENDO QUESTE POESIE, A PENSARE QUANT'è PREZIOSA E UNICA LA NOSTRA VITA E A QUANTO SI FA IN FRETTA A FARLA SCAPPARE VIA...
Dedicato a un ragazzo mai conosciuto Ciao, La vita e’ meravigliosa amala
Dedicata a Edoardo Friggeri
Il volo di un gabbiano
In una notte di luna piena Ileana October 14 casnzone bella ma tristeUN POMPIERE (Testo e Musica: Stefano Bossa) BRANO DEDICATO A TUTTI I VIGILI DEL FUOCO DEL MONDO, SPECIALMENTE A QUELLI ITALIANI, SOPRATTUTTO A QUELLI CHE HANNO DATO LA PROPRIA VITA PER SALVARE QUELLA DEGLI ALTRI (TESTO E MUSICA:STEFANO BOSSA)
CARO PADRE MI AVRAI PERDONATO, MI VOLEVI VEDERE DOTTORE FORSE GIUDICE, FORSE AVVOCATO, MAGARI NOTAIO, O CHISSÀ, PROFESSORE HO DELUSO LE TUE ASPETTATIVE SENZA FARMENE TROPPO UN PROBLEMA E SUCCHIANDOMI TRE O QUATTRO OLIVE OGNI VOLTA CHE SALTAVO LA CENA.
DOLCE MADRE ANCHE A TE CHIEDO SCUSA, SE QUAND’ERO SOLTANTO UN BAMBINO INDOSSAVO LA TUA ROSSA MAGICA BLUSA PER ANDARE A SALVARE UN GATTINO MA QUEL FUOCO CHE DENTRO MI BRUCIAVA TANTO MI GUIDAVA SENZA FARSI VEDERE E’ PER QUESTA RAGIONE, MALGRADO IL TUO PIANTO, CHE TUO FIGLIO SI È FATTO POMPIERE.
TU FRATELLO PIÙ GRANDE E PIÙ SAGGIO, NON MI HAI AVUTO COMPAGNO DI GIOCHI MI CHIAMAVI SOLTANTO PER FARTI CORAGGIO COI TUOI AMICI CH’ERANO TROPPO POCHI ANCHE LA TUA CARRIERA È RIMASTA SPIAZZATA DALLA MIA STRANA SCELTA DI VITA E DA ALLORA, FRA NOI, NON SI È RIMARGINATA QUELLA PICCOLA GRANDE FERITA.
E TU MOGLIE, COMPAGNA MIA SOLA, QUANTE VOLTE TI SARAI RITROVATA AD ATTENDERE CHE IL NODO NELLA TUA GOLA LO SCIOGLIESSE LA MIA TELEFONATA TROPPO PICCOLO È IL FRUTTO DEL NOSTRO AMORE PER COMPRENDERE COSA È SUCCESSO SARAI TU A RACCONTARGLI, CON MENO DOLORE, CHE L’HO AMATO CON TUTTO ME STESSO.
ERAVATE VOI LA MIA FAMIGLIA, MA LA VITA CHE AVEVO ERA MIA PER IL COLLO DI UNA BOTTIGLIA NON POTRÀ PASSARE MAI UNA FERROVIA HO SENTITO DA SEMPRE NELL’ANIMO CHE LA STRADA PER ME ERA UNA SOLA LA PAURA PER MANO OGNI ATTIMO E IL SORRISO CHE POI TI CONSOLA.
QUANTI VISI HO INCONTRATO IN QUESTI ANNI, QUANTE STORIE TREMENDE O BANALI QUANTE LACRIME, GIOIE ED AFFANNI DI UOMINI E DONNE PER ME TUTTI UGUALI TUTTI SEMPRE DAVVERO IMPORTANTI, NIENTE TITOLI, NOMI O COLORI I POMPIERI NON VEDONO FANTI, PER LORO SON TUTTI RE E REGINE DI CUORI.
DENTRO AL FUOCO O IN MEZZO ALLA NEVE, NELL’ACQUA PIÙ GELIDA O FRA LE MACERIE CHI IL PERICOLO INSIEME COL VINO SI BEVE, PUOI SCOMMETTERCI È SEMPRE UN POMPIERE E QUEI BIMBI RUBATI DA UN FRAGORE IMPROVVISO CHE NON SONO RIUSCITO A SALVARE ME LI PORTO INSIEME CON ME IN PARADISO, LÌ, SERENI, POTREMO GIOCARE.
AI COMPAGNI CHE HO TANTO AMATO, VOGLIO DIRE SOLTANTO UNA COSA QUESTA VITA CHE IDDIO CI HA DONATO È UNA PROVA TERRIBILE E MERAVIGLIOSA PERCHÈ OGNUNO DI VOI È SEMPRE UN ANGELO CHE LA GENTE AMA E VUOLE VEDERE CON LA MANO SUL CUORE GRIDATELO: “IO SONO UN POMPIERE…IO SONO UN POMPIERE…IO SONO UN POMPIERE” October 12 la cucina emiliana, la + buonaTRATTO DA WIKIPEDIA
Cenni storici [modifica]
Tra l'Emilia delle Legazioni e quella dei Ducati, in particolare, la divergenza dei percorsi storici ha prodotto conseguenze avvertibili anche in campo alimentare e gastronomico. Ma mentre tra la cucina romagnola, inglobata per quasi quattrocento anni nello Stato Pontificio, e quella dell'Emilia i contrasti prevalgono sulle affinità, le cucine delle diverse città emiliane compongono un quadro che, pur molto variegato, presenta tuttavia significativi tratti comuni. Fanno in parte eccezione la cucina di Piacenza, sensibilmente influenzata da quella lombarda e ligure, e quella di Ferrara che, per la sua posizione eccentrica, ha sviluppato - e conservato - tratti assolutamente peculiari. Proprio perché governata da potenti famiglie signorili, presso le cui corti servivano i cuochi più celebrati, l'Emilia ha grandi tradizioni gastronomiche. Per tutta l'età rinascimentale e barocca dominano due «scuole» gastronomiche: quella romana della corte papale e, per l'appunto, quella emiliana. A Ferrara operano Giovan Battista Rossetti e Cristoforo Messisbugo; a Parma, a quanto sembra, serve Vincenzo Cervio; a Bologna prestano la loro opera Giulio Cesare Tirelli e Bartolomeo Stefani. È verosimilmente dalla tradizione cinque-seicentesca che la cucina emiliana eredita quei caratteri di opulenza e prodigalità per cui Bologna (e con lei l'intera regione) è chiamata «la Grassa». Primi piatti [modifica]Perno della cucina emiliana sono i primi piatti. Innanzi tutto le tagliatelle, di sfoglia sottile e soda (la farina va smorzata solo con le uova; non è ammessa una sola goccia d'acqua); si condiscono con il ragù alla bolognese a base di carne e pomodoro o con prosciutto a dadini soffritto nel burro. Una variante sono le tagliatelle verdi, nel cui impasto entra la bietola o lo spinacio, particolarmente gustose e delicate sono poi le tagliatelle verdi all'ortica (si prendono le cime tenere delle ortiche, si lessano e poi si adoperano al posto degli spinaci). Con la sfoglia verde si confezionano le lasagne al forno, piatto dovizioso a strati alterni di ragù bolognese e besciamella e formaggio Grana Padano, in qualche modo simile ai marchigiani «vincisgrassi». Vessillo della cucina bolognese e modenese, i tortellini appartengono alla grande famiglia delle sfoglie ripiene di ingredienti più o meno nobili: famiglia di origine antica (è già presente nei ricettari medievali) e largamente diffusa in tutta l'Italia centro-settentrionale. Tradizionalmente serviti in brodo di carne, vengono consumati anche con panna o ragù. Fra le altre paste ripiene andranno almeno citati i tortelli (o tortelloni) di magro o anche cappelletti che si contraddistinguono per la forma e per l'inserimento nel ripieno di ottimi prodotti di salumeria come la mortadella e il prosciutto rigorosamente uniti a crudo agli altri ingredienti a base di carni cotte, uova, Parmigiano Reggiano e noce moscata o con compenso di ricotta e spinaci, i raffinati anolini di Piacenza e i tortelli di zucca (simili a quelli mantovani, ne esistono una variante piacentina ed una reggiana, sono poi detti cappellacci di zucca nel Ferrarese); da non dimenticare poi l'erbazzone reggiano, sorta di torta salata con spinaci e altre verdure il tutto condito di gran dosi di parmigiano-reggiano e cotto in forno. Tra gli altri primi da citare vi sono ad esempio:
Secondi piatti [modifica]Per quanto riguarda i piatti di mezzo, l'Emilia è altrettanto dotata: la cotoletta alla bolognese è una variante ricca della cotoletta alla milanese ; la fesa di vitello (cotta nel burro con prosciutto, formaggio grana e tartufo) è un rispettabile esempio di Grande Cuisine tradotta in petroniano; lo stracotto di manzo, vigoroso e profumato di spezie, ha antenati illustri e congiunti sparsi qua e là per la penisola: più caratteristiche sono le versioni con carne di cavallo e d'asinello. Particolari sono la "picula d' caval" (piatto a base di carne trita di cavallo) e lo stracotto d'asinina di Piacenza, una città militare dove la carne equina era facilmente reperibile, così come le verdure ripiene dell'Appennino piacentino o la punta di vitello ripiena ("tasto" o "tasca") che lasciano scoperta una matrice ligure. Diffuso lungo il Po è il consumo dell'anguilla. Nota: per la cotoletta alla bolognese non si usa assolutamente il tacchino ma il vitello, Anche se l'Emilia è certamente conosciuta per i primi piatti sono numerosissimi anche i secondi, fra cui si può citare:
Gli insaccati specifici per il bollito:
E ancora:
Vi sono poi i secondi a base di pesce:
Infine occorre considerare le diverse preparazioni originali di verdure e contorni, quali: i cardoni gobbi gratinati al forno (oppure fritti); le teglie di verdura al forno con besciamella; il friggione, la salsa verde alla bolognese, vi sono poi i famosi asparagi di Altedo (BO) che hanno dato vita ad una numerosa serie di ricette tipiche, tutte a base di asparagi. Salumi e formaggi [modifica]L'Emilia vanta una produzione di salumi che per varietà e pregio non ha eguali. La mortadella di Bologna, di carne suina e bovina, è un insaccato di nobili natali e dal gusto superbo, ingiustamente sottovalutato per la mitezza del prezzo; la mortadella di Modena è di pura carne suina. I prosciutti di Parma (o piuttosto di Langhirano) raggiungono un mirabile equilibrio di dolcezza e sapore. Il culatello, ottenuto col «cuore» del prosciutto, è un salume regale, a pari merito anche il fiocchetto. A Felino, nel Parmense, si produce un salame stagionato a regola d'arte e dal gusto intenso, altro superbo salume prodotto nella zona prodotto è "la spalla cotta di San Secondo". Molto noti gli zamponi e i cotechini di Modena: gli uni e gli altri entrano, fumanti, nei lessi misti del bolognese, modenese e del reggiano. La salama da sugo di Ferrara, saporitissima e speziatissima, è un frammento di cucina rinascimentale giunto fino a noi. Assai celebre e rinomata è la coppa piacentina, prodotto D.O.P., così come la pancetta e il salame piacentini (il Piacentino è l'unica provincia italiana a vantare tre salumi D.O.P.). Citiamo inoltre i ciccioli freschi e quelli secchi (di Zocca), la cicciolata, la coppa di testa, il "salame rosa", le pancette arrotolate, il salame ferrarese all'aglio (la "zia"), la salsiccia matta. Noto in tutto il mondo e definito a buon diritto «il re dei formaggi», il Parmigiano-Reggiano è ingrediente d'obbigo di numerosi piatti emiliani e di altre regioni, tradizionali e di nuovo conio, anche se la sua inarrivabile fragranza si apprezza soprattutto - e specialmente se è stravecchio - quando lo si consuma al naturale, a piccole scaglie. Nella provincia di Piacenza vengono invece prodotti il Grana Padano e il Provolone Val Padana. Meno famosi del parmigiano ma sicuramente degni di menzione vi sono inoltre: lo squaquerone, la casatella e la caciotta di Castel San Pietro Terme. Dolci [modifica]Tra i dolci spiccano quelli di ascendenza rinascimentale, ricchi di mandorle, miele e spezie: il certosino (o Panspeziale) e la torta di riso di Bologna, la spongata di Brescello e Busseto, il pampepato di Ferrara. Non vanno dimenticati, accanto a questi, alcuni modesti ma diffusi dolci popolari come le frappe (o sfrappole), le castagnole, la ciambella (nota anche con diversi nomi dialettali, come buslàn, bensone, belsone oppure brazadèla), e la panna cotta. Inoltre citiamo gli zuccherotti montanari (tipici di Porretta), il Panone, le Fave dei Morti, la Torta di tagliatelle, i dolci al mascarpone, le raviole di San Giuseppe, la "zuppa inglese" (secondo una ricetta tipica di Bologna). Altre preparazioni tipiche sono:
Vini [modifica]L'Emilia, nelle zone di pianura, non offre grandi vini. Il Lambrusco nella versione secca, leggero e frizzante, si sposa benissimo, paradossalmente, coi piatti più grassi e saporiti, rappresentandone per così dire la giusta contrapposizione; nella versione amabile è un vino da dessert o da conversazione. Quello prodotto nei comuni di Sorbara, Santa Croce, Castelvetro e in altri comuni della provincia di Modena è un vino a Denominazione di Origine Controllata (DOC), così come il Lambrusco Reggiano. Degni di attenzione anche il rosso del Bosco Eliceo (Ferrara e Ravenna) o il Sauvignon (anche passito) e Cabernet Sauvignon (nella zona di Bologna). Pane e farinacei [modifica]Molto noto, e con una tradizione secolare, è il pane ferrarese, che Riccardo Bacchelli definì "il migliore del mondo": ha una forma caratteristica, detta "manina" o "coppietta" (dato che si compone di due filoncini di pasta attorcigliati). Fra le numerose varianti citiamo le streghe (o streghine), i parmigianini, il pane di Pavullo. Da segnalare inoltre la presenza di numerosi alimenti, surrogati del pane, che fanno parte della tradizione popolare di varie zone della regione, quali: crescentina, tigella, borlengo, gnocco fritto (torta fritta nel Parmense, chisulén nella pianura nordorientale piacentina) e solada. Deliziose anche le "crescente" in particolare quelle con i "ciccioli" e quelle con il prosciutto. Con la farina di castagne inoltre si preparano le "mistochine" sia nella versione dolce (con uvetta) sia come base di accompagnamento per altri cibi. Vi sono poi i ciacci montanari nell'Appennino modenese, i necci nell'Alto Appennino in comune con la Toscana. Prodotti DOP e IGP [modifica]Prodotti con certificazione ufficiale dall'Unione Europea di Denominazione d'Origine Protetta (DOP) e di Indicazione Geografica Protetta (IGP) emiliani.
CI SIAMO ANDATI ED è BELLISSIMOMorbegno in Cantina (Valtellina) 03/04/05 ottobre 10/11/12 ottobre 18/19 ottobre 2008 Sono oltre cinquanta le cantine che apriranno le porte agli estimatori del buon vino in diversi itinerari che si snodano nelle cantine più antiche e caratteristiche della città di Morbegno. La vitivinicoltura valtellinese sarà assoluta protagonista del tour enogastronomico che affianca i Rossi Doc e Docg di Valtellina, le Riserve e gli Sforzati ai più tipici prodotti locali, dai prelibati formaggi ai salumi, dal pane di segale alla tradizionale bisciola. L'evento rappresenta un'ideale opportunità per conoscere e degustare i vini prodotti sugli antichi terrazzamenti che si affacciano sul fondovalle, per riscoprire le tracce dell'identità culturale e rurale valtellinese. La magica atmosfera autunnale illuminerà assolati versanti montani, piccoli borghi e suggestivi scorci della Bassa Valtellina, per un connubio fra tradizioni, profumi e antichi sapori che accompagnerà i cultori del vino in un inebriante tuffo nel passato. Le degustazioni dei Grandi Vini Valtellinesi in alcune cantine saranno condotte dall'Associazione Italiana Sommelier delegazione di Sondrio, in delicati abbinamenti con le specialità gastronomiche locali, attraverso le cantine nel cuore della città del Bitto. "Morbegno in cantina" conferma la volontà di un più ampio coinvolgimento del Mandamento riproponendo gli itinerari di Traona e di Mello raggiungibili con bus navetta gratuito da Morbegno, dove si incontreranno i caratteristici banchetti e dove sarà possibile acquistare il pass, da conservare e far timbrare all'ingresso di ogni cantina, e la piantina con le indicazioni relative all'ubicazione delle stesse. I visitatori riceveranno inoltre il calice ufficiale della manifestazione, unitamente alla tasca porta-calice del colore del percorso prescelto per l'assaggio dei vini. Per la XIII edizione sono previsti cinque itinerari così suddivisi: Percorso Verde nel Centro Storico di Morbegno con visita a 11 cantine, assaggio di prodotti tipici e degustazione di vini D.O.C., D.O.C.G. e I.G.T. di Valtellina. Percorso Giallo nel Centro Storico di Morbegno con visita a 11 cantine, assaggio di prodotti tipici e degustazione di vini D.O.C., D.O.C.G. e I.G.T. di Valtellina. Percorso Rosso nel Centro Storico di Morbegno con visita a 10 cantine, assaggio di prodotti tipici, degustazione di Grandi Riserve e Sforzati con la presenza dei sommelier. Percorso Azzurro nel centro Storico di Traona, raggiungibile con bus navetta gratuito da Morbegno, con visita a 10 cantine, assaggi di prodotti tipici e degustazione di vini D.O.C., D.O.C.G. e I.G.T. Percorso MELLO nel centro Storico di Mello, raggiungibile con bus navetta gratuito da Morbegno, con visita a 10 cantine, assaggi di prodotti tipici, e degustazione di vini D.O.C., D.O.C.G. e I.G.T. Le CANTINE saranno aperte Morbegno Venerdì 3 e 10 ottobre dalle 20.00 alle 23.00 Sabato 4 e 11 ottobre dalle 16.00 alle 23.30 Domenica 5 e 12 ottobre dalle 14.00 alle 20.30 Traona Sabato 4 e 11 ottobre dalle 16.00 alle 23.30 Domenica 5 e 12 ottobre dalle 14.00 alle 20.30 Mello Sabato 18 ottobre dalle 16.00 alle 23.30 Domenica 19 ottobre dalle 14.00 alle 20.30 Percorso GUSTOSANDO sulla COSTIERA DEI CECH Per i palati più fini, c'è Gustosando, un suggestivo tour di antichi sapori nelle cantine delle corti della Costiera dei Cèch, raggiungibili con bus navetta gratuito da Morbegno. L'itinerario si snoda tra i paesi di Dazio, Caspano e Civo, tutti i partecipanti riceveranno una simpatica sacca contenente piatti in materiale ecologico, posate in legno e il calice per la degustazione dei vini in abbinamento ai piatti della tradizione locale, in una magica atmosfera animata dal folklore locale. Le cantine GUSTOSANDO sulla COSTIERA DEI CECH saranno aperte : sabato 4 e 11 ottobre dalle ore 12.00 alle 23.00 domenica 5 e 12 ottobre dalle ore 12.00 alle 19.00 I pass sono validi per la durata dell'intero weekend prescelto e danno diritto ad una degustazione per cantina. Consorzio Turistico Porte di Valtellina Piazza Bossi 7/8, 23017 Morbegno (Sondrio) October 09 x tutti i soccorritori delle ambulanzeIL SOCCORRITORE. Quando Dio stava creando il soccorritore, ed era al suo sesto giorno di lavoro straordinario, ecco che un angelo apparve e disse: "Ci stai mettendo un bel po.. intorno a questa creatura...?!!!" Ed il Signore rispose: "Hai letto i requisiti per il soggetto? Un soccorritore deve essere in grado di recuperare una persona ferita nell..oscurità, in un dirupo ricoperto d..erba umida, entrare in case in cui un ispettore d..igiene nemmeno si avvicinerebbe e tornare senza neanche un filo fuori posto sulla divisa; deve essere in grado di sollevare tre volte il proprio peso, strisciare dentro auto accartocciate dove è presente a malapena lo spazio per respirare, consolare un familiare disperato mentre pratica manovre rianimatorie al suo caro, già sapendo che non respirerà più; deve essere al proprio massimo della condizione mentale in ogni momento, andando avanti a caffè, pasti consumati a metà e niente sonno; deve avere sei paia di mani." L..angelo scosse la testa e disse: "Sei paia di mani??? Non c..è modo di farcele stare!!" "Non sono le mani a darmi problemi - rispose il Signore - ma le tre paia d..occhi". "Tre paia d..occhi sul modello standard?" chiese l..angelo. Il Signore annuì: "Un paio per controllare la presenza di ferite, un altro paio qui, sui lati della testa per controllare la sicurezza dei suoi colleghi, il terzo paio per guardare una vittima sanguinante dicendo - tutto a posto, non si preoccupi - pur pensando il contrario". "Signore - disse l..angelo con tono di voce che denotava ancor più rispetto - ora devi riposare, continuerai il lavoro domani". "Non posso - replicò il Signore - ho già un modello in grado di convincere un ubriaco di 120 kg ad uscire dall..auto senza provocare incidenti e collaborare con il personale di Pronto Soccorso non sempre molto gentile". L..angelo girò lentamente intorno al modello del soccorritore, poi chiese: " Posso pensarci io?". "Certo - disse il Signore- lo si deve rendere capace di indicare i sintomi di più di cento malattie; deve saper usare tutte le attrezzature, medicare ferite, continuare la rianimazione cardiopolmonare anche in condizioni ambientali che farebbero tremare qualsiasi medico, senza per questo perdere il buonumore; questo modello deve avere anche il controllo formidabile di se stesso; dovrà operare con traumatizzati gravi, convincere anziani spaventati a fidarsi di lui, confortare una famiglia ed infine leggere sul giornale - solo - che i soccorritori non sono riusciti a raggiungere una casa in tempo per evitare la morte di una persona... una casa in una via senza cartello che ne indicasse il nome, senza numero civico e senza che il chiamante lasciasse un numero di telefono da ricontattare". Al termine l..angelo si piegò sul soccorritore e passò un dito sulla guancia: "C..è una perdita - esclamò - l..avevo detto che stavi mettendo troppe cose dentro a questo modello". "Non è una perdita....." disse il Signore ".......ah ho capito - ribatté l..angelo - è per emozioni sepolte, per le persone che hanno tentato invano di salvare, per l..impegno di credere di riuscire a fare la differenza nelle probabilità di sopravvivenza di una persona; è per la vita!" "Sei un genio" sussurrò l..angelo. Il Signore lo guardò serio e disse: "Non gliel..ho messa io..." ![]() October 08 pensieriBUON GIORNO MONDO,
SAPETE A VOLTE LA VITA E' STRANA, CI SONO GIORNI CHE SPRIZZI ALLEGRIA DA TUTTI I PORI, ALTRI GIORNI CHE VORRESTI SEMPRE PIANGERE, E INEVITABILMENTE PENSI A COSE CHE TI FANNO PIANGERE, ALTRI GIORNI CHE SEI GENTILE E ALTRI ANCORA CHE SEI SCLEROTICO CON TUTTI.....ECCO OGGI PER ME E' UN GIORNO DA SCAZZO TOTALE, GIA' IL FATTO DI ESSERMI ALZATA PRESTO.... VA BHE SCUSATEMI....
BACI A TUTTI I MIEI AMICI
SARA
October 07 LE MIE CREAZIONICIAO A TUTTI, HO SCOPERTO UN SITO STUPENDO DOVE SI POSSONO FARE DEI MOSAICI CON LE FOTO CHE AVETE SUL PC... ECCO LE MIE CREAZIONI...... PIù SI GUARDANO DA LONTANO PIù SI CAPISCE COSA RAPPRESENTANO... PROVATE A SALVARLE SUL VOSTRO PC E A INGRANDIRLE, VEDETE CHE ONO FATTE CON TANTE PICCOLE FOTO
fiore donna io October 04 la fiducia che ha la gente di noiAi Vigili del fuoco la nostra fiducia I Vigili del fuoco sono i primi in classifica quanto a fiducia degli italiani. E' quanto emerge da una indagine di GfK, che ha diffuso oggi i risultati del GfK Trust Index sul clima di fiducia dei cittadini in 19 Paesi verso i pubblici servizi e le istituzioni.GfK ha realizzato la ricerca sull'Indice di Fiducia (GfK Trust Index, Fall 2007) per determinare l'atteggiamento della popolazione di 19 Paesi verso nove organizzazioni legate ai servizi erogati al pubblico: banche, uffici statali e governativi, vigili del fuoco, sindacati, istituti di beneficenza, polizia, servizi postali, la magistratura e le organizzazioni ambientali. La ricerca effettuata nell'autunno 2007 e' stata condotta tramite 19.890 interviste individuali. I Vigili del Fuoco sono il servizio pubblico considerato degno di maggiore fiducia in testa alla classifica sia in Europa che in America. "Dopo il comportamento eroico tenuto dai Vigili del Fuoco di New York in occasione dell'11 Settembre la popolazione europea ed americana sembra prestare maggiore attenzione alla valenza sociale del servizio prestato dai vigili del Fuoco - commenta Silvestre Bertolini, Amministratore Delegato di GfK Marketing Services Italia - Non solo negli USA, ma anche in Italia il corpo dei Vigili del Fuoco totalizza il piu' alto punteggio nell'indice di fiducia tra le organizzazioni ed i pubblici servizi sotto esame, seguiti immediatamente dalla Polizia". Secondo la ricerca sulle 9 categorie ed organizzazioni di servizio al pubblico, i Vigili del Fuoco riscuotono il piu' alto indice di fiducia della popolazione (punteggio assoluto 3,9 in una scala da 1 a 4). ![]() Al secondo posto troviamo i servizi postali (2,9) e la polizia (2,8). Seguono poi le organizzazioni ambientaliste, i giudici e gli istituti di beneficenza. Gli impiegati statali, le banche e le organizzazioni sindacali occupano gli ultimi tre posti in classifica nell'indice di fiducia. L'indice di fiducia e' calcolato secondo una scala a quattro punti, dove il voto 1 rappresenta "assolutamente inaffidabile" ed il voto 4 corrisponde a "molto affidabile". In Italia in particolare il corpo dei Vigili del Fuoco totalizza 97 punti (su 100), seguito dalla Polizia a quota 72, al terzo posto si collocano le Organizzazioni Ambientaliste con un indice di 61, al quarto le Poste con 57, le Associazioni no-profit con 45, la Magistratura con 38, i Servizi sociali con 34, le Banche con 25 e i Sindacati con 22.(fonte AGI) GPS October 02 inno A.I.L (ASSOCIAZIONE ITALIANA LEUCEMIE)L'amore E' Un Elefante
Passa col dito sul vetro e disegna un cuore scegliti un posto segreto e nascondi un fiore butta una pietra nel mare e dì una preghiera pensa qualcosa che agli altri non sembra vera bussa alla porta di chi non ti ha perdonato prendi una strada e cammina dall’altro lato conta le stelle del cielo se sei un gigante e guarda che in fondo l’amore è un elefante noi stiamo più vicini e diamoci la mano un coro di bambini si alza piano l’amore è un elefante e io una nocciolina vediamo domattina cosa succederà metti una luce al balcone per chi s’è perso lascia un sorriso a qualcuno che sia diverso tocca le stelle del cielo se sei un aliante e guarda che in fondo l’amore è un elefante noi stiamo più vicini e diamoci la mano un coro di bambini si alza piano l’amore è un elefante e io una nocciolina vediamo domattina cosa succederà .
Canzone che ha scritto giò di tonno x l' A.I.L (ASSOCIAZIONE ITALIANA LEUCEMIE) ed è l'inno dell'associazione. x ascoltarla cliccate sul video
festa dei nonniAUGURI A TUTTI I NONNI D'ITALIA. OGGI è LA FESTA DEI NONNI!!!!! RICORDATEVI DI FARGLI GLI AUGURI!!!!
" I nonni sono coloro che vengono da lontano e vanno per primi, ad indagare oltre la vita; sono i vecchi da rispettare per essere rispettati da vecchi; sono il passato che vive nel presente ed i bambini sono il presente che vedrà il futuro ".
Occhi del passato Han capelli bianchi, Con te… nonna… Sulle tue ginocchia mi piace stare
Gli anziani Son gli anziani dei tesori
L’anziano L’anziano non vuole il bastone
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