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10月15日

alcuni articoli sul reclutamento dei vf volotari

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 Febbraio 2004, n.76 Regolamento recante norme sul reclutamento, avanzamento ed impiego del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

CAPO I – Disposizioni generali

Articolo 1

Personale volontario.

1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano al personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

2. Il personale volontario del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco è costituito da:

a) Vigili volontari iscritti a domanda negli elenchi dei comandi provinciali, ai

sensi dell’articolo 13 della legge 8 dicembre 1970, n. 996;

b) ex vigili volontari ausiliari di leva iscritti d’ufficio negli elenchi dei comandi

provinciali ai sensi dell’articolo 12 della legge 8 dicembre 1970, n. 996.

3. Il personale volontario non è vincolato da rapporto di impiego con

l’amministrazione ed è chiamato a svolgere temporaneamente i propri compiti

ogni qualvolta se ne manifesti il bisogno, in conformità a quanto disposto dagli

articoli 14 e 70 della legge 13 maggio 1961, n. 469.

Articolo 2

Elenco del personale volontario

In ogni comando provinciale è istituito un unico elenco del personale volontario per

le esigenze delle strutture del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Articolo 3

Qualifiche

1. Le qualifiche del personale volontario sono le seguenti:

a) funzionario tecnico antincendi volontario;

b) capo reparto volontario;

c) capo squadra volontario;

d) vigile volontario.

Articolo 9

Corsi di formazione del personale volontario

1. I funzionari tecnici antincendi volontari, prima del tirocinio di cui all’art. 5

comma 3, e i vigili volontari a domanda, prima di essere impiegati nel servizio

di istituto, devono partecipare al corso di formazione iniziale a carattere teoricopratico,

secondo le modalità e i programmi stabiliti dal Dipartimento dei Vigili

del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile del Ministero

dell’Interno.

E’ facolta’ dell’interessato chiedere l’ammissione alla frequenza di un nuovo

corso nel caso di esito negativo del primo.

Un ulteriore esito negativo determina la cancellazione dall’elenco del personale

volontario degli aspiranti funzionari tecnico antincendi volontari che all’atto

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della domanda non erano ancora iscritti nell’elenco di cui all’articolo 2 con

diversa qualifica.

2. Il personale volontario può essere chiamato a partecipare agli altri corsi di

formazione promossi dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco per un periodo

massimo di trenta giorni l’anno.

3. Il personale volontario chiamato a partecipare a corsi di formazione presso i

comandi provinciali di appartenenza, per un periodo di impiego giornaliero

superiore alle otto ore, ha diritto ad usufruire della mensa di servizio.

4. Ai fini di cui agli articoli 70, terzo comma, 71 e 74, della legge 13 maggio

1961, n. 469, e successive modificazioni, i periodi di frequenza ai corsi di

formazione - con l’eccezione del corso di cui al comma 1- sono considerati

richiami in servizio temporaneo.

Articolo 10

Corsi periodici di addestramento del personale volontario.

1. Il personale volontario richiamato in servizio e’ tenuto all’addestramento

periodico, secondo le modalità stabilite dal comando provinciale di

appartenenza, con cadenza mensile di almeno cinque ore, frazionabili, se

necessario, in due periodi. Il personale che presta servizio presso un

distaccamento volontario svolge l’addestramento presso il distaccamento di

appartenenza e sotto la diretta responsabilità del capo distaccamento. Per il

restante personale volontario l’impiego per l’addestramento deve essere svolto

sotto la diretta responsabilità del Comandante.

REQUISITI PSICO-FISICI E ATTITUDINALI PER L’ACCESSO NEI QUADRI DEL

PERSONALE VOLONTARIO DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO

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I requisiti psico-fisici e attitudinali di cui devono essere in possesso i soggetti per

l’accesso nei quadri del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco

sono i seguenti:

a) sana e robusta costituzione fisica e piena integrità psichica;

b) statura non inferiore a metri 1,62;

c) peso corporeo contenuto nei limiti previsti dalla seguente formula:

I.M.C. = p/(h x h)

I.M.C. = indice di massa corporea

p = peso corporeo (espresso in chilogrammi)

h = altezza (espressa in metri)

indice di massa corporea (I.M.C.) non superiore a 30 come valore per il peso corporeo

massimo, non inferiore a 20 come valore per il peso corporeo minimo per gli uomini e

non inferiore a 18 per le donne;

d) normalità del senso cromatico, determinato mediante corretta visione dei colori

fondamentali (test delle matassine di lana colorate);

e) normalità del campo visivo e della motilità oculare;

f) acutezza visiva:

per il profilo di vigile del fuoco volontario, visus naturale uguale o superiore a

complessivi 14/10 e non inferiore a 6/10 nell’occhio che vede meno, non è ammessa la

correzione con lenti;

per il profilo da. funzionario tecnico antincendi volontario, visus naturale uguale

o superiore a complessivi 14/10 e non inferiore a 6/10 nell’occhio che vede meno è

ammessa la correzione con lenti di qualsiasi valore diottrico, purché la differenza tra le

due lenti non sia superiore a tre diottrie;

g) percezione della voce di conversazione a sei metri da ciascun orecchio, con

esclusione di uso di protesi acustica;

h) apparato dentario tale da assicurare la funzione masticatoria: a tal fine viene

considerata sufficiente la masticazione quando siano presenti o due coppie di molari o

tre coppie tra molari e premolari, purchè in ingranaggio in occlusione, comunque il

totale dei denti mancanti o sostituiti da protesi fissa non può essere superiore a sedici

elementi;

Costituiscono altresì cause di non idoneità per l’ammissione nei quadri del personale

volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco le seguenti imperfezioni e infermità:

i) la TBC polmonare ed extrapolmonare, la sifilide con manifestazioni contagiose

in atto, il morbo di Hansen, le malattie infettive e/o contagiose anche ad andamento

cronico o in fase clinica silente;

j) le gravi allergopatie anche in fase asintomatica;

k) l’alcolismo, le tossicomanie, le intossicazioni croniche di origine esogena;

l) le alterazioni congenite ed acquisite, croniche della cute e degli annessi ed i loro

esiti, estese o gravi o che, per sede, determinino rilevanti alterazioni funzionali;

m) la presenza di trapianti di organi o di parte di organi;

n) la presenza di innesti e/o di mezzi di sintesi eterologhi a livello dei vari organi

e/o apparati. La sola presenza di osteosintesi non costituisce di per sé causa di

inidoneità;

o) le infermità ed imperfezioni degli organi del capo e/o i loro esiti di lesioni delle

palpebre e dell’apparato lacrimale, quando siano causa di rilevanti disturbi funzionali; i

disturbi della motilità del globo oculare, quando siano causa di diplopia o di difetti del

campo visivo, anche monoculari, o qualora producano alterazioni della visione

binoculare; le retinopatie; i postumi degli interventi chirurgici interessanti il segmento

anteriore e posteriore dell’occhio; gli esiti dei pregressi interventi per la correzione dei

vizi di rifrazione oculare di qualsiasi tipo, trascorso, ove occorra, il periodo di

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stabilizzazione della funzione visiva, escluso l'impianto di anelli intracorneali sintetici;

le stenosi e le poliposi nasali, quando siano causa di ostruzioni ventilatorie significative

e sostenute da una condizione disreattiva allergica; le malformazioni e le malattie della

bocca; le gravi malocclusioni dentarie con alterazione della funzione masticatoria; le

disfonie e le gravi balbuzie; le tonsilliti croniche con presenza di streptococco Bemolitico

gruppo A; l’ipertrofia tonsillare di grado notevole con gravi alterazioni

funzionali; 1’otite media cronica colesteatomatosa, l'iperplastica granulomatosa o con

segni di carie ossea, l’otite purulenta semplice secernente; l’otite cronica iperplastica

polipoide; gli esiti di ossiculoplastica e di terapia chirurgica dell’otosclerosi; i processi

flogistici cronici in esito ad interventi chirurgici sull’orecchio medio; le infermità o i

disturbi funzionali cocleo-vestibolari o gli esiti funzionalmente apprezzabili; gli esiti di

interventi chirurgici sull’orecchio interno;

p) le infermità e imperfezioni del collo e dei relativi organi ed apparati qualora

producano rilevanti alterazioni strutturali o funzionali; l’ipertrofia tiroidea con

distiroidismo di rilevanza clinica;

q) i dismorfismi congeniti ed acquisiti della gabbia toracica con alterazioni

funzionali respiratorie;

r) le infermità dei bronchi e dei polmoni: le malattie croniche dei bronchi e dei

polmoni; l’asma bronchiale; cisti e tumori polmonari; i segni radiologici di malattia

tubercolare dell’apparato pleuropolmonare in atto o pregressa e i loro esiti qualora siano

causa di rilevanti alterazioni funzionali; le infermità mediastiniche e le anomalie di

posizione di organi, vasi o visceri con spostamenti mediastinici;

s) le infermità ed imperfezioni dell’apparato cardio-circolatorio: la destrocardia; le

cardiopatie congenite ed i loro esiti; malattie dell’endocardio, del miocardio,

dell’apparato valvolare, del pericardio, dei grossi vasi e i loro esiti; i gravi disturbi

funzionali cardiaci; la bradicardia sinusale con frequenza cardiaca inferiore a 40/min.;

blocco atrioventricolare di I grado che non regredisce con lo sforzo fisico adeguato;

blocco atrioventricolare di Il e III grado; sindrome di Wolf Parkinson White; blocco di

branca destra completo; blocco di branca sinistra; ritarda di attivazione intraventricolare

anteriore sinistro a QRS stretta associata a ritardo di attivazione intraventricolare

destro, stabili; la conduzione A-V accelerata, espressione di anomalie del sistema

specifico di conduzione; extrasistolia ventricolare frequente ovvero di natura non

funzionale; sindrome ipercinetica cardiaca; tachicardia sapraventricolare; tachiaritmie

sopraventricolari; presenza di segnapassi artificiale; l’ipertensione arteriosa persistente

che presenti valori dalla pressione sistolica superiore a 15O mm Hg e della pressione

diastolica superiare a 90 mm Hg, anche se di tipo essenziale e/o senza interessamento di

organi o apparati, che risulti confermata possibilmente mediante monitoraggio

pressorio dinamico delle 24 h; le arteriopatie; gli aneurismi; le fistole arterovenose; le

ectasie venose estese con incontinenza valvolare; le flebiti e le altre patologie del

circolo venoso ed i loro esiti con rilevanti disturbi trofici e funzionali; le emerroidi

croniche, voluminose e molteplici;

n) le infermità ed imperfezioni dell’addome: anomalie della posizione dei

visceri; le malaitie degli organi addominali, o i loro esiti, che determinano

apprezzabile ripercussione sullo stato generale nonché rilevanti disturbi

funzionali; le ernie viscerali; il laparocele;

o) le infermità e le imperfezioni dell’apparato osteoarticolare e muscolare: tutte le

alterazioni dello scheletro, consecutive a fatti congeniti, rachitismo, malattie o

traumi, ostacolanti la funzionalità organica; le malattie ossee o cartilaginee in

atto, determinanti limitazioni della funzionalità articolare; le malattie dei

muscoli, delle strutture capsulo-legamentose, tendinee, aponeurotiche e delle

borse sinoviali, tali da ostacolare o limitare la funzione articolare;

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p) le infermità e le imperfezioni dell’apparato neuropsichico: malattie del

sistema nervoso centrale o periferico o autonomo e i loro esiti che siano causa

di rilevanti alterazioni funzionali; le infermità psichiche invalidanti: psicosi

in atto o pregresse, psico-nevrosi in atto anche se in trattamento, disturbi

di personalità; tutte le sindromi epilettiche, anche pregresse;

q) le patologie e i loro esiti della ghiandola mammaria che siano causa di rilevanti

disturbi funzionali;

r) le infermità e le imperfezioni dell’apparato urogenitale: malattie renali in

atto o croniche, che necessitino o no di dialisi; l’idrocele molto voluminoso e

sotto tensione; il varicocele di III grado con deformazione evidente dello scroto;

la cisti endoscrotale molto voluminosa e sotto tensione; le malattie in atto,

infiammatorie e non, dell’apparato genitale femminile che sono di

significativo rilievo clinico e causa di rilevanti alterazioni funzionali;

l’incontinenza urinaria; la pregressa nefrectomia;

s) le infermità del sangue, degli organi emopoietici di apprezzabile entità,

comprese quelle congenite; le sindromi da immunodeficienza, anche in fase

asintomatica; deficit anche parziale di G6PDH;

t) i difetti del metabolismo glicidico, lipidico e protidico di significativo

rilievo clinico. Nella valutazione del diabete mellito si terrà conto

orientativamente del tipo di diabete, stato di sindrome, fase clinica, schema

terapeutico attuato e dei valori di laboratorio comunemente determinati in

chimica clinica; le sindromi dipendenti da alterata funzione delle ghiandole

endocrine;

u) i tumori, anche benigni, quando per sede, volume, estensione a numero

producano rilevanti alterazioni strutturali o funzionali di organi od apparati;

v) la presenza nelle urine o in altri liquidi biologici di una o più sostanze, o loro

metaboliti, previste dall’art. 14 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, recante il testo

unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope,

prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza e

successive integrazioni;

w) le micosi e le parassitosi clinicamente rilevabili, che siano cause di

importanti lesioni organiche o di notevoli disturbi funzionali;

x) le infermità e le imperfezioni non specificate nel presente elenco ma che

rendano il soggetto palesemente non idoneo a prestare servizio valontario nel

Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Art. 3

1. Il personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco deve possedere

inoltre una personalità sicura con sufficiente stabilità del tono dell’umore e

dell’autocontrollo in rapporto alle mansioni e alle funzioni previste dalle

esigenze operative, eventualmente da accertare mediante colloquio clinico,

avvalendosi anche dell’ausilio di appositi test psicodiagnostici.

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TABELLA II

prevista dagli articoli 12, comma 3; 13, comma 3; 14, comma 3; 15, comma 3

Materie di esame per il conferimento della qualifica di capo reparto volontario

L’esame di fine corso per il conferimento dei posti di capo reparto volontario verte sui

seguenti argomenti:

- il Corpo Nazionale VV.FF.;

- codice di comportamento dei dipendenti delle PP.AA.;

- adempimenti amministrativi;

- struttura del rapporto di lavoro;

- miglioramento della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro (legge n. 626/1994);

- attrezzature di protezione individuale;

- costruzioni e dissesti statici;

- sostanze pericolose;

- strategia e tattica di intervento;

- polizia giudiziaria;

- la protezione civile;

- la pianificazione dell’emergenza;

- le calamita’ naturali;

- il rischio industriale;

- la cartografia.

Materie di esame per il conferimento della qualifica di capo squadra volontario

L’esame di fine corso per il conferimento dei posti di capo squadra volontario verte sui

seguenti argomenti:

- il Corpo Nazionale VV.FF.;

- codice di comportamento dei dipendenti delle PP.AA.;

- adempimenti amministrativi;

- la protezione civile;

- miglioramento della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro (legge n. 626/1994);

- attrezzature di protezione individuale;

- costruzioni e dissesti statici;

- sostanze pericolose;

- strategia e tattica di intervento;

- polizia giudiziaria;

- impianti tecnologici.

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